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Cleone
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mwbgCleone, figlio di Cleneto del demo di Cidateneo (in greco antico Κλέων?, Kléōn; Atene, ... – Anfipoli, 422 a.C.), è stato un politico e militare ateniese, protagonista della guerra del Peloponneso.

Contents

Inizi
Note

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Biografia

Inizi

Cleone, figlio del ricco imprenditore e corego Cleneto, apparteneva per nascita alla classe media, dal momento che deteneva l'attività di conciatore di pelli finché, poco dopo la morte di mwdaPericle, non salì alla ribalta come capo del partito popolare radicale, che più di tutti era fautore di una politica bellicosa e anti-spartana.

Cleone è menzionato dagli storici per la prima volta nel mwdg430 a.C., quando fu tra i principali accusatori di Pericle per la condotta da questi tenuta durante il conflitto e la pestilenza. Il processo fu un completo successo e si concluse, per Pericle, con la condanna al pagamento di una multa valutabile tra i 15 ed i 50 mwdwtalenticite-ref-1[1].

Il suo ruolo, nella travagliata fase che coincise con il declino e la morte di Pericle, è ben rappresentato dalle opinioni molto negative, che ebbero di lui diversi comici tra i quali mwfqAristofane, che lo raffigurò tra i preferiti del popolo dopo Eucrate e Lisiclecite-ref-2[2], ed mwggErmippo che, in un frammento di una commedia, raffigura Pericle torturato dalla puntura di un feroce Cleone (δηχθεὶς αἴθωνι Κλέωνι)cite-ref-3[3].

Guerra del Peloponneso

Rivolta di Mitilene

Ricompare nel mwig427 a.C. quando, a seguito del tentativo (appoggiato dagli Spartani) da parte degli abitanti di mwiwMitilene di mwjadefezionare da Atenecite-ref-4[4], in un violento e concitato discorso propose di sterminare i cittadini maschi e schiavizzare donne e bambini della città ribellecite-ref-5[5], giustificando la propria risolutezza con la ragion di stato:

«Di frequente, in tempi passati, ho avuto occasione di convincermi, per esperienza diretta, che la democrazia è impotente al governo di un impero: concetto più di prima nitido e fermo, mentre, proprio ora, noto sui vostri volti pentiti il rammarico per la decisione su Mitilene. La lealtà intrepida e schietta che impronta i vostri quotidiani contatti v'ispira un comportamento altrettanto sciolto nei confronti dei paesi amici. E nei vostri abbagli, quando vi lasciate sedurre dalla dialettica dei loro argomenti o vi arrendete alla compassione che vi sanno istillare, non sapete scorgere il vizio di fondo: la vostra fragilità spirituale, fonte sempre viva per voi di pericoli, da parte degli alleati invece infeconda di gratitudine. Non riflettete che la vostra signoria è una tirannide, un servizio imposto a soggetti perfidi, insofferenti che curvano il capo non in virtù dell'indulgenza che accordate loro, nociva e rischiosa a voi stessi, ma dell'autorità che ha radici nella forza e che assai più del loro devoto affetto vi conserva e garantisce il potere. [...]»

(Tucidide, Guerra del Peloponneso, III, 36)

Tuttavia, nonostante la forte perorazione di Cleone, prevalse di misura l'opinione di Diodoto che, invece, proponeva di abbattere le mura di mwmaMitilene e di imporre sull'isola una mwmqcleruchia; quanto ai prigionieri già catturati dagli Atenesi, Cleone ottenne la condanna alla pena capitalecite-ref-6[6].

Battaglia di Sfacteria

Nel mwog425 a.C., mwowDemostene sconfisse nella mwpaBattaglia di Pilo una forza militare spartana e riuscì a garantire ad Atene il possesso della strategica baia di mwpqPilo, utile per attuare scorrerie nel territorio del Peloponnesocite-ref-7[7].

Nello scontro, tuttavia, un distaccamento Spartano rimase isolato sulla piccola isola disabitata di mwqwSfacteria, posta a dirimpetto della base ateniese di Pilo. Sparta, prostrata dallo scontro e desiderosa di recuperare pacificamente il contingente (in cui militavano diversi membri delle più importanti famiglie della città), decise di inviare un'ambasciata ad Atene per chiedere una pace o almeno per prorogare la tregua, concessa da Demostene, allo scopo di riportare a casa il contingentecite-ref-8[8].

Cleone, tuttavia, si oppose duramente ad ogni proposta di accordo o, meglio, prima impose condizioni talmente onerose che Sparta in nessun caso avrebbe potuto accettare (restituzione di Niesea, Pege, Trezene e dell'Acaia)cite-ref-9[9] poi pretese che gli ambasciatori spartani riferissero pubblicamente in assemblea, facendo fallire ogni sorta di negoziatocite-ref-10[10].

Falliti i negoziati, Cleone propose di conquistare l'isola con la forza e, dopo aver indotto Nicia a dimettersi, assunse il comando: vinse fortunosamente e ricondusse in patria il contingente spartano, come prigioniero.

Spedizione in Tracia

Morì nel mwva422 a.C., durante il tentativo di riconquista della città di mwvqAnfipoli, caduta in mano spartana nel mwvg424 a.C. e difesa dal generale mwvwBrasida, anche lui ucciso nella stessa mwwabattaglia.

Giudizio

Considerato un mwxqdemagogo mwxgcorrotto e privo di scrupoli da illustri contemporanei come lo storico mwxwTucidide e il mwyacommediografo mwyqAristofane,cite-ref-11[11] la sua politica interventista fu aspramente criticata dal partito conservatore rappresentato da mwzgNicia, fautore invece di un accordo con mwzwSparta che prenderà il nome di mwaapace di Nicia.

Cleone fu un interventista coerente: non a caso guidò egli stesso la spedizione di Anfipoli, che lo condusse alla morte; non è comunque da dimenticare che, nello mwagstratega ateniese, la politica bellicista era legata all'interesse economico: Cleone era un ricco mwawconciatore di pelli, materiale indispensabile per gli eserciti greci.

Va tuttavia sottolineato che così ce lo rappresentano Aristofane e Tucidide, ostile il secondo alla democrazia radicale, il primo alla democrazia tout court. Cleone rappresenta le istanze della nuova borghesia commerciale, radicale, progressista e decisamente tesa a espandere, con la propria forma di governo, i mercati; l'odio che fu riservato a Cleone trae origine soprattutto dalla sua spietata determinazione nel perseguire il fine con ogni mezzo e con totale assenza di scrupoli. Vedasi, al riguardo, l'introduzione ai mwbqCavalieri di Benedetto Marzullo.

Cleone nella cultura di massa

Cleone appare nel videogioco mwcamwcqAssassin's Creed: Odyssey come antagonista.

Note

cite-note-11. mweamweqPlutarco, Pericle,mwew 30.
cite-note-22. Aristofane, mwfwI Cavalieri, v. 130
cite-note-33. mwgwmwhaPlutarco, Pericle,mwhg 33.
cite-note-44. mwigmwiwTucidide,mwja III, 2-35.
cite-note-55. mwkamwkqTucidide,mwkg III, 36-37.
cite-note-66. mwlgmwlwTucidide,mwma III, 49-50.
cite-note-77. mwnamwnqTucidide,mwng IV, 1-15.
cite-note-88. mwogmwowTucidide,mwpa IV, 17-19.
cite-note-99. mwqamwqqSmith.
cite-note-1010. mwrqmwrgTucidide,mwrw IV, 21-22.
cite-note-1111. Brasida e Cleone sono accomunati da mwswAristofane quali mestatori e guerrafondai, nella commedia mwtamwtqLa Pace.

Bibliografia

Fonti primarie

• citereftucidideTucidide, La Guerra del Peloponneso.

Fonti secondarie

• mwvw(EN) William Smith (a cura di), Cleon, in Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, 1870.
• mwwq(DE) Winfried Schmitz, Kleon 1, in Der Neue Pauly, vol. 6, Stoccarda, Metzler, 1999, col. 582, ISBN 3-476-01476-2.

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itCleóne, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaAldo Ferrabino, CLEONE, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.
• citerefdizionario-di-storiaCleone, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Cleon, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.